"Get the Flash Player" "to see this gallery."

Iscriviti alla Newsletter







News

Snami Bologna

IL PERCHE' DEL "NON SCIOPERO"

COMUNICATO STAMPA

IL PERCHE' DEL "NON SCIOPERO"

SNAMI: UN FAVORE ALLA PARTE PUBBLICA. COSI' SI ABBAIA ALLA LUNA!

Il codice di autoregolamentazione dello sciopero, che a noi non piace, rende di fatto nulli gli effetti della chiusura degli studi. Ed agli altri sindacati "facciamo uno sciopero VERO tutti insieme"

-Angelo Testa, leader del Sindacato Autonomo, Pasquale Orlando, Segretario Nazionale Organizzativo,Francesco Biavati, Presidente Snami Emilia Romagna , lancia una proposta agli altri Sindacati Un lavoro sempre più da burocrati con un numero di accessi in studio triplicati, rispetto a dieci anni fa, a parità di compensi.Disponibili ad uno SCIOPERO AUTENTICO, TOSTO e STORICOIntanto lo Snami conconclude il Presidente Testa more solito, in cui in ordine sparso si brandisce una spada di cartone. Uno sciopero anche per l’oscena proposta di parte pubblica sul Patto della Salute> Gianfranco Breccia e Domenico Salvago dell'Esecutivo Nazionale e con Sergio Baglioni, responsabile del Centro Studi Nazionale, riprendere i lavori per proporre il codice di autoregolamentazione dello sciopero targato Snami e lo studio, attraverso un confronto con la base, di nuove forme di lotta sindacale alternative per la tutela della professione dei prossimi tempi.

addetto stampa nazionale

Dott. Domenico Salvago

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

 

 

Posta certificata da attivare entro il 31 dicembre!

La PostaCertificat@ (PEC) è un servizio gratuito che consente di  dialogare con le Pubbliche Amministrazioni. Per avere gratuitamente una casella di posta elettronica certificata è sufficiente collegarsi al link sotto riportato e seguire le istruzioni.
Alla fine della registrazione stampare il documento e presentarlo ad un ufficio postale.

Attiva la tua casella di posta certificata   

 

Città di Bologna e codici bianchi

Dai dati raccolti si evince che, dove esiste la medicina
di gruppo, l'accesso al P.S. è 107/1000 contro gli 82/1000 dove
esercitano i medici singoli , quindi un +30%.
La medicina di gruppo sembrerebbe non portare ad una riduzione  degli
accessi al P.S. per quanto riguarda i codici bianchi.
Il rapporto di fiducia tra Medico e Paziente rimane quindi fondamentale

Dott.ssa Giannina Raggiotto Centro studi SNAMI Bologna

 

ENPAM: rivalutazione dei i contributi minimi - Monday, December 12, 2011

importi dei contributi che tutti gli iscritti all’Enpam di età
inferiore ai 65 anni saranno chiamati a corrispondere nel 2012.
euro 193,92 per gli iscritti fino al compimento del 30° anno di età
euro 376,42 per gli iscritti dal compimento del 30° anno di età fino
al compimento del 35° anno di età
euro 706,39 per gli iscritti dal compimento del 35° anno di età fino
al compimento del 40° anno di età
euro 1.304, 56 per gli iscritti ultra quarantenni
L'importo del contributo di maternità è aumentato a euro 51,50 pro capite

 

Non va nella direzione auspicata dall’Enpam il maxiemendamento del Governo sul riequilibrio a cinquant’anni delle casse private e i medici di famiglia minacciano la mobilitazione.

Non va nella direzione auspicata dall’Enpam il maxiemendamento del Governo sul riequilibrio a cinquant’anni delle casse private e i medici di famiglia minacciano la mobilitazione. Questo il quadro a poche ore dall’annuncio con cui oggi il governo dovrebbe porre la fiducia sul testo della Manovra, approdato ieri all’esame della Camera dopo i ritocchi apportati in commissione Bilancio nella notte tra martedì e mercoledì. Ne esce riscritto anche il famigerato articolo 24, quello che allunga da 30 a 50 anni il periodo di equilibrio tra entrate (contributi) e uscite (pensioni) che gli enti di previdenza delle professioni devono garantire. L’Adepp (l’associazione delle casse privatizzate) e l’Enpam, già impegnato da un paio di mesi in una onerosa riforma diretta a raggiungere il traguardo dei trent’anni di equilibrio, vorrebbero che nei saldi contabili si potesse conteggiare anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e allo scopo avevano chiesto al Governo modifiche al decreto. Il maxiemendamento invece conferma il provvedimento originale e si limita a spostare dal 31 marzo al 30 giugno il termine entro il quale le casse devono adottare i provvedimenti economici necessari a rispettare i nuovi criteri. In caso contrario, a pagare saranno i medici dell’Enpam: quelli già in pensione si vedranno applicare un contributo di solidarietà dell’1% per il 2012 e il 2013; i contribuenti invece passeranno obbligatoriamente al sistema contributivo dal prossimo gennaio (pensioni parametrate sull’entità dei contributi). Tra gli addetti ai lavori c’è qualche perplessità sull’applicabilità di quest’ultima misura ma le sigle della medicina non vogliono affidarsi ai tecnicismi. Presa di posizione dell’Intersindacale. I medici di famiglia renderanno primi sei mesi del nuovo anno molto caldi. Temiamo manovre contro l’autonomia delle casse da parte di un governo che doveva essere tecnico ma di fatto sta rivelando una forte connotazione ideologica.

 

AHI SERVA ITALIA…

Scrivendo un articolo sul successore di Berlusconi mi ero illuso. In un sol colpo, Gaio Mario ha tolto al ceto medio italiano, (che di medio occorre dire ormai ha solo il dito alzato) trenta miliardi di euro che saranno presto girati parte allo stato sprecone italiano, parte alle imprese e alle banche. Non una parola, nella sua manovra, sugli amministratori pubblici incapaci, sui tagli alle spese improduttive di questo Stato sprecone. Abbiamo regioni con un numero di dipendenti pubblici triplo rispetto alla media nazionale. Le guardie forestali della Calabria sopravanzano per numero a quelle dell’intero Canada! Abbiamo mantenuto per trent’anni decine di migliaia di pensionati baby, voluti dai partiti perché forse si erano esauriti tutti i posti utili per sistemare i propri raccomandati. Per tutti questi mangiapane a tradimento solo diritti acquisiti, per i politici responsabili di questo scempio nessuna penale. Abbiamo le ferrovie italiane che, pur non passandosela al meglio, continuano a garantire viaggi illimitati e gratis in tutta  Italia ai propri dipendenti e famigliari anche dopo la pensione! Gli Stati Uniti d’America hanno un senato che con 100 senatori rappresenta più che degnamente cinquanta Stati; in Italia abbiamo ben 630 deputati e 315 senatori Tutti con stipendi e benefit da basso impero, con pensioni maturate in cinque anni, ai quali continuiamo oltretutto imperterriti a fornire gratuitamente auto blu con autista e scorta come se piovesse. La Presidenza della Repubblica italiana costa ai contribuenti il triplo di quella tedesca, in un contesto economico ben diverso  dalla Germania. Che farcene di 237 corazzieri? Per una rappresentanza già degna ne basterebbero trentasette; gli altri duecento potrebbero ben darsi al basket, o al limite al rugby... E anche la maggior parte delle Amministrazioni locali non son certo da portare ad esempio. A Bolognaper un Civis considerato ora inutilizzabile, si sono costruiti tunnel sotterranei, marciapiedi e pensiline al centro delle strade, distruggendo le poche arterie degne di questo nome… circoliamo ormai in auto impilate come i globuli rossi nei capillari. Una spesa pubblica immane, di centinaia di milioni di euro, tanto lavoro umano sprecato, per avere un sistema di trasporti pubblici che è sotto gli occhi di tutti: da terzo mondo. Per far fronte a tutto ciò non si puniscono i colpevoli, non si parla nemmeno più di federalismo fiscale, che forse sarebbe l’unica maniera per far emergere le responsabilità della classe politica di fronte agli elettori. Con questa manovra Gaio Mario preferisce continuare come al solito se non peggio. Non c’era bisogno di tecnici per aumentare le accise sui carburanti, tassare le prime case, inserire non scaloni ma gradinate intere per allontanare i lavoratori dall'agognata pensione. Questa manovra inoltre richiede che gli enti di previdenza privata garantiscano la sostenibilità per 50 anni! Questo vuol dire che con i buchi di bilancio di recente riscontrati alla nostra Enpam, ci faranno andare in pensione a 70 anni. E non vorrei che le trasmissioni della Rai una volta tanto dedicate al nostro ente, che tanti sacrifici economici è costato alla categoria dei medici, siano foriere di novità anche peggiori, quale l’accorpamento del nostro Enteal carrozzone dell’Inps.

Ahi serva Italia…

                                                                                                                                                                     Marcello Zanna

 

Chi è il nuovo Ministro della Salute:

Roma, 16 nov. (Adnkronos Salute) - Il nuovo
 
 ministro della Salute è Renato Balduzzi, nato a
 
Voghera il 12 febbraio 1955, sposato con tre figli e
 
attuale direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi
 
sanitari regionali (Agenas). Balduzzi succede a
 
Ferruccio Fazio. Dopo aver conseguito nel marzo
 
1979 la laurea in Giurisprudenza presso l'Università
 
degli studi di Genova discutendo con il professor
 
Lorenzo Acquarone una tesi sul tema "Il controllo
 
della Corte dei conti sui decreti-legge e sui decreti
 
delegati", massimo dei voti e dignità di stampa, ha
 
compiuto, sotto la guida del professor Federico
 
Sorrentino, studi di diritto costituzionale europeo
 
presso la Commissione della Comunità economica
 
europea (1981-1982) e l'Istituto universitario europeo
 
e di diritto costituzionale comparato presso
 
l'Università di Paris - Nanterre (1985-1986), sotto
 
la guida del professor Michel Troper. Nell'Università
 
del Piemonte Orientale 'A. Avogadro' è, dal 2008,
 
coordinatore del dottorato di ricerca su Autonomie
 
locali, servizi pubblici e diritti di cittadinanza e, dal
 
2007, direttore del Centro di eccellenza interfacoltà
 
di servizi per il management sanitario. È stato
 
consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-
 
1992), della Sanità (1996-2000) e delle Politiche per
 
la famiglia (2006-2008). Ha ricoperto l'incarico di
 
Capo dell'ufficio legislativo del ministero della Sanità
 
dal 1997 al 1999, presiedendo altresì la
 
Commissione ministeriale per la riforma sanitaria.
 
Dal 2009 è presidente del Nucleo di valutazione
 
dell'Azienda ospedaliero-universitaria 'Maggiore
 
della Carità' di Novara e, dal 2006, del Comitato di
 
indirizzo dell'Azienda ospedaliero-universitaria
 
Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. È
 
presidente dell'Agenas dal febbraio 2007. È
 
componente del Comitato scientifico delle riviste
 
Quaderni regionali, Amministrazione in cammino,
 
Politiche sanitarie, Dialoghi e Studium.Dal 2002 al
 
2009 è stato presidente nazionale del Movimento
 
ecclesiale di impegno culturale (Meic, già Movimento
 
Laureati di Azione Cattolica) e attualmente è
 
componente per l'Italia dello European Liaison
 
Committee di Pax Romana-Miic (Mouvement
 
international des intellectuels catholiques) – Icmica
 
(International Catholic Mouvement for Intellectual
 
and Cultural Affairs). È direttore, dal 2003, del
 
bimestrale culturale Coscienza. Ha fondato e diretto,
 
dal 1989 al 1992, la rivista culturale Nuova politeia.
 

RINNOVI ORDINISTICI: SNAMI, AVANTI TUTTA!

Auguri vivissimi da parte dello SNAMI BO agli amici Bruno di Lascio, recente protagonista di una appassionata battaglia in seno all'ENPAM, che conferma la sua presidenza dell'Ordine dei Medici di Ferrara, Augusto Pagani, che è stato eletto Presidente dell'Ordine dei Medici di Piacenza, e Roberto Stella riconfermato alla presidenza dell'Ordine dei Medici di Varese.

 

POSTA CERTIFICATA

E' stato posticipato al 31 dicembre l'obbligo di Casella di posta Certificata per i medici.

Per attivare in maniera gratuita la Casella di posta basta seguire le istruzioni contenute nel sito governativo:

https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot

 

Attenti a richieste di contributi NON DOVUTI

Stanno arrivando a molti medici delle richieste di pagamento di contributi arretrati da parte dell''Onaosi.
Lo Snami precisa che per ora NULLA E' DOVUTO a tale ente. 
I medici che desiderino contribuire lo possono fare in maniera del tutto volontaria. 
 
 

Da il sole 24 ore

La lotta all'evasione passa sempre di più per le sanzioni a chi non documenta gli incassi con fattura, scontrino, ricevuta. Un'ulteriore accelerazione in questo senso di marcia è arrivata dalla manovra di Ferragosto. La novità più importante riguarda i professionisti. Se in un quinquennio sono state contestate a carico di professionisti quattro distinte violazioni dell'obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi compiute in giorni diversi, scatta la sanzione accessoria della sospensione del l'iscrizione all'albo o all'ordine per un periodo da tre giorni ad un mese. In caso di recidiva, la sospensione è disposta per un periodo da quindici giorni a sei mesi. La sospensione è decisa dalla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate competente per territorio in relazione al domicilio fiscale del contribuente. E il provvedimento è immediatamente esecutivo.


In questo modo, anche per i professionisti, vengono adottate le misure finora applicate, in buona sostanza, ai commercianti al minuto. La sospensione è, infatti, una misura che storicamente è stata adottata per la prima volta nel contesto della normativa in materia di scontrini e ricevute fiscali e che poi è stata inclusa, per ragioni di organicità, nella riforma delle sanzioni tributarie non penali del 1997 ma sempre e soltanto riferita ai contribuenti obbligati alla emissione di scontrini e ricevute. La manovra di Ferragosto serve inoltre a chiarire definitivamente anche per questa ultima tipologia di contribuenti, che le quattro distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale dovranno essere state compiute in giorni diversi.

 

Chi può rilasciare i certificati di malattia?

L'assenza per malattia dei dipendenti è ormai uniformata tra settore pubblico e privato. Con la legge 111/11 è ammessa l'assenza del lavoratore alla visita di controllo se questi può dimostrare di essere impegnato in visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici.

Nei casi di assenza per malattia superiori a 10 giorni, per i lavoratori pubblici e privati la certificazione è rilasciata solo dal medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato, con esclusione delle assenze per malattia per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o diagnostiche per le quali va bene anche la certificazione del medico o della struttura privata.

Per gli eventi di malattia pari o inferiore a 10 giorni il lavoratore può rivolgersi anche al medico curante non appartenente al Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato. L'Inps preannuncia che gestirà in modalità telematica anche le visite mediche domiciliari, sia richieste dai datori di lavoro sia disposte d'ufficio, mediante assegnazione automatica al medico di controllo più vicino al domicilio del lavoratore ammalato. Il medico che redige il certificato di malattia telematico è tenuto, se ciò è richiesto dal lavoratore, a rilasciare al momento della visita copia cartacea del certificato e dell'attestato di malattia telematici.

Nella prima fase di attuazione del processo telematizzato è concesso un periodo transitorio fino al 30 novembre 2011 durante il quale le richieste cartacee sono considerate valide. Alla scadenza del periodo transitorio il canale telematico diventa esclusivo.

 

dal 13 settembre iva sui certificati che la prevedono al 21%

 

da lunedi 19 settembre 2011 i certificati con Iva avranno i seguenti importi


€ 30   + iva 36,3

€ 40    + iva 48,4

€ 50    + iva 60,5

€ 60    + iva 72,6

€ 70    + iva 84,7

€ 100   + iva 121

 

 

A PROPOSITO DEGLI ASSISTITI DEFUNTI PAGATI AI MEDICI DI FAMIGLIA

 

LETTERA PUBBLICATA SU IL RESTO DEL CARLINO ALCUNI ANNI FA NUOVAMENTE ATTUALE

 

 

 

 

A proposito degli assistiti defunti pagati ai medici in Sicilia


   Anche in Emilia, come in Sicilia, in questi giorni si stanno recuperando quote di pazienti deceduti pagate per anni ai medici di famiglia per errore degli uffici anagrafe e delle AUSL. Nella maggior parte dei casi, i medici non erano nemmeno al corrente di tali pazienti nei loro elenchi. Tocca agli uffici comunali dell’anagrafe, infatti, comunicare tempestivamente alle Asl il decesso degli assistiti. Le ASL forniscono ai medici l'elenco delle scelte ed allo stesso modo hanno l'obbligo di sorvegliare sull'elenco delle cancellazioni per decesso. Storie di ordinaria follia: ai medici, solo ai medici tutte le colpe della disorganizzazione burocratica italiana. Ad essere chiamati a restituire tali quote, dovrebbero essere i dipendenti fannulloni dell'anagrafe che non li hanno mai cancellati. Mi spiego: il medico di famiglia è pagato a forfait poche decine di euro/anno per ogni assistito. Alcuni assistiti, tuttavia, il medico non li vede MAI, mentre altri sono sempre in studio, anche perché bisognosi di cure. Ogni mese un medico massimalista, con millecinquecento assistiti, ha un turn over di venti – trenta assistiti per le più diverse cause, ovviamente incluso il decesso. Spesso, in caso di morte improvvisa di un assistito, il medico non viene nemmeno allertato e lo viene a sapere solo quando vede che tale assistito è stato cancellato dai suoi elenchi. Se non viene cancellato, il medico può supporre che tale assistito sia ancora vivo e vegeto e qualora il medico sia massimalista non può nemmeno acquisire nuove scelte. In Sicilia come in altre realtà, i medici sbattuti in prima pagina come responsabili di truffa sono quindi capri espiatori di una burocrazia inadempiente.  Per meglio illustrare quanto sopra, consideriamo più da vicino l’episodio Sicilia, dove i numeri sembrano essere più eclatanti che altrove. La Sicilia ha cinque MILIONI di abitanti. Andando indietro venti anni negli elenchi, questa cifra deve essere anch'essa moltiplicata. Cinquantunomila pazienti deceduti e pagati ai medici in venti anni, equivalgono a circa duemilacinquecento pazienti all'anno circa. Duemilacinquecento su cinque milioni, fanno circa il cinque per MILLE di pazienti deceduti non cancellati. Ogni medico, in definitiva,  ogni anno si ritrovava con circa tre pazienti deceduti su un elenco di millecinquecento pazienti. Pensate che sia facile per un medico, (che probabilmente ha attività più urgenti da svolgere che non stare a spulciare gli elenchi nominativi) trovare un paziente deceduto che magari non hai mai visto, in mezzo a un elenco di millecinquecento persone che viene spedito una volta all'anno e che il più delle volte si dà per scontato? In quegli elenchi spesso non risultano nemmeno tutti gli assistiti effettivamente seguiti dal medico.  Molti assistiti sono quindi curati gratis per anni, ma nessun arretrato è riconosciuto in questi casi, nessun titolone va sui giornali. Per i decessi invece, la cui cancellazione ripeto non dipende dal medico, ma dall'anagrafe, si va a ritroso nei compensi anche per venti anni! E nessun vero responsabile è chiamato a pagare! I medici ormai non hanno nemmeno più voglia di combattere perché, oltre a non veder mai riconosciute pubblicamente le importanti funzioni che svolgono, vengono invece di continuo accusati di tutti i mali della sanità italiana, mali che invece sono quasi sempre da ascrivere ai livelli politici e burocratici del Sistema Sanitario nazionale.Detto questo, non voglio sembrare il difensore di chi specula sulla disorganizzazione della burocrazia. Certamente, nel mucchio, sul quale tutti sparano oggi a pallettoni, ci sarà anche il medico che ha approfittato di questa situazione. Anche i dipendenti e i dirigenti degli uffici anagrafe però dovrebbero pagare in solido se giustizia deve esser fatta. I medici sono stufi di essere il capro espiatorio di una classe politica e di una burocrazia incapace di assumersi le proprie responsabilità nella gestione delle risorse.   

                                                                                      Marcello Zanna

 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 2